Categorie

Archivio

FRANTOI APERTI IN UMBRIA DAL 17 OTTOBRE. UNARGA E ARGA UMBRIA TRA I MEDIA PARTNERS. BIODIVENSITA’ E LUOGHI FRANCESCANI

di Michela Federici

L’Umbria rurale si prepara a tornare protagonista dell’autunno italiano con la XXIX edizione di Frantoi Aperti®, l’evento che racconta il territorio attraverso il suo prodotto identitario per eccellenza: l’olio extravergine di oliva. Dal 17 ottobre al 15 novembre 2026, per cinque fine settimana , la manifestazione offrirà un ricco calendario di iniziative dedicate alla raccolta delle olive e alla produzione dell’olio nuovo, accompagnando i visitatori alla scoperta dei frantoi in attività, dell’olio extravergine di oliva, dei paesaggi olivati, dei borghi storici e dell’eccellenza agroalimentare dell’Umbria.

Punto di riferimento dell’oleoturismo italiano, Frantoi Aperti® in Umbria proporrà un programma capace di unire esperienze autentiche nei luoghi di produzione, percorsi culturali, attività all’aria aperta, degustazioni, eventi artistici e iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico regionale, confermando il ruolo dell’Umbria come destinazione d’eccellenza del turismo esperienziale. L’edizione 2026 assumerà un significato ancora più speciale grazie alla concomitanza con le celebrazioni per l’ottavo centenario di San Francesco. Per rendere omaggio al Santo simbolo dell’Umbria, i tour “EVO&Art Experience”, organizzati nei cinque weekend della manifestazione, accompagneranno i partecipanti in un viaggio che intreccia la cultura dell’olio extravergine di oliva con l’arte, la biodiversità e i luoghi francescani più rappresentativi della regione. I percorsi, effettuati con bus navetta e guide turistiche, attraverseranno le sottozone della Dop Umbria e toccheranno siti che custodiscono la memoria del Santo. Numerose le novità che caratterizzeranno questa 29esima edizione. Debutterà il primo Moto Giro dei Frantoi Aperti® in Umbria, che per tre fine settimana offrirà ai motociclisti differenti itinerari tra paesaggi olivati e borghi storici, con tappe nei frantoi in lavorazione ed assaggio di olio appena franto. Domenica 18 ottobre farà il suo esordio il primo Frantoi Aperti® Trail Run, una corsa a piedi in ambiente naturale tra gli olivi umbri e su sentieri sterrati, destinata ad essere riproposta, nelle future edizioni di Frantoi Aperti, come manifestazione podistica itinerante che coinvolgerà, di volta in volta, i vari borghi umbri aderenti all’evento. Il 18 ottobre tornerà anche la Grande Pedalata lungo la Fascia Olivata Assisi-Spoleto, giunta alla quarta edizione. L’itinerario cicloturistico accompagnerà i partecipanti da Spoleto a Campello sul Clitunno attraversando uno dei paesaggi rurali più rappresentativi dell’Italia centrale, riconosciuto come Paesaggio Rurale Storico, inserito tra i Sistemi del Patrimonio Agricolo di Rilevanza Mondiale della FAO e candidato a diventare Patrimonio UNESCO. L’iniziativa, organizzata dalla Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria insieme a FIAB Umbria, Spoleto-Norcia MTB, Ciclostorica La Francescana ed il partner tecnico YouMobility, rappresenta uno degli appuntamenti simbolo dell’incontro tra mobilità lenta, natura e cultura dell’olio. Per tutta la durata dell’evento i frantoi in lavorazione saranno il cuore pulsante della manifestazione.

Qui i visitatori potranno assistere dal vivo alla frangitura delle olive, conoscere i processi produttivi dell’olio nuovo, partecipare a degustazioni guidate e vivere esperienze che raccontano la qualità dell’olio extravergine umbro e la ricchezza della biodiversità regionale. Intorno ai frantoi prenderanno vita trekking, passeggiate naturalistiche, escursioni in bicicletta, attività per famiglie e laboratori dedicati alla cultura dell’olio. Accanto all’enogastronomia, grande spazio sarà dedicato all’arte e alla cultura. Tornerà infatti #CHIAVEUMBRA – Sperimentazioni artistiche nel Paesaggio Olivato, progetto curato da Palazzo Lucarini Contemporary che propone installazioni e interventi di arte contemporanea capaci di dialogare con il paesaggio e offrire nuovi sguardi sul territorio. La musica accompagnerà l’intera manifestazione grazie ai concerti nelle vie e piazze dei borghi e delle città d’arte della regione; ed alla rassegna “Suoni dagli ulivi secolari”, con concerti ospitati in alcuni dei luoghi più suggestivi del paesaggio olivicolo umbro, tra monumentali ulivi secolari che rappresentano un patrimonio naturalistico e identitario unico: l’Ulivo Secolare di Sant’Emiliano a Trevi – Colli Assisi Spoleto, l’Ulivo Secolare di Macciano a Giano dell’Umbria – Colli Martani; l’Ulivo secolare di Rajo ad Amelia – Colli Amerini e l’Ulivo secolare di Dolce Agogia – Colli del Trasimeno. Bus navetta, itinerari guidati a piedi ed escursioni in e-bike collegheranno gli oliveti ai borghi e alle città d’arte, dove si svolgeranno feste dedicate all’olio nuovo, mercati di produttori e artigiani, visite guidate, degustazioni, esposizioni di eccellenze agroalimentari e i tradizionali assaggi di pane e olio appena franto nelle piazze. Anche la ristorazione sarà protagonista. Nei cinque weekend di Frantoi Aperti®, gli chef della rete “Umbrian #EVOOAmbassador – Testimoni di oli unici” proporranno speciali menu di terra e di lago studiati per valorizzare gli oli extravergine di oliva dei produttori aderenti alla manifestazione, offrendo ai visitatori un viaggio completo nei sapori autentici dell’Umbria.

Frantoi Aperti® in Umbria è organizzato dall’Associazione Strada dell’olio e.v.o. Dop Umbria, che si avvale di Add Comunicazione ed Eventi, agenzia specializzata nella comunicazione e promozione dell’Olio, dell’oleoturismo e dell’enogastronomia; con il contributo della Regione Umbria, il patrocinio di ENIT, Sviluppumbria, Accademia dell’Olio e dell’Olivo e la collaborazione di tutti gli attori del comparto olivicolo umbro. 

BOLOGNA, 5 SETTEMBRE 2026. TRADIZIONE E FUTURO DELLA COMUNICAZIONE VENATORIA: DALL’INFORMAZIONE CARTACEA AL DIGITALE

PESTE SUINA AFRICANA, LA CINTA SENESE E GLI ALLEVAMENTI ESTENSIVI SOTTO ASSEDIO. “COSI’ RISCHIAMO DI PERDERE UN PATRIMONIO UNICO DEL MADE IN ITALY”

di Stefania GuernieriPresidente ff Arga Toscana 

Non è più soltanto un’emergenza sanitaria. La diffusione della Peste Suina Africana (PSA) in Toscana rischia di trasformarsi in una crisi economica, ambientale e culturale capace di cancellare uno dei simboli della zootecnia italiana: la Cinta Senese DOP, razza autoctona allevata da secoli allo stato brado e riconosciuta come una delle eccellenze del Made in Italy agroalimentare.

Negli ultimi giorni il virus ha compiuto un salto che preoccupa l’intero comparto. Dopo il primo focolaio registrato a Comano, in provincia di Massa-Carrara, nuovi casi hanno interessato anche il Pistoiese. L’emergenza è ormai arrivata negli allevamenti toscani e le conseguenze sono già pesanti: secondo quanto comunicato dal Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP, in poche settimane è stato abbattuto circa il 10% dei circa 3.200 capi della razza presenti in Italia. Numeri che raccontano una situazione senza precedenti e che hanno spinto non soltanto il Consorzio, ma anche quindici organizzazioni nazionali del mondo agricolo, biologico, ambientalista e della tutela della biodiversità a chiedere un cambio di rotta nella gestione dell’emergenza. La Cinta Senese rappresenta molto più di una produzione di qualità. È una razza storica, recuperata dopo essere stata vicina all’estinzione e oggi allevata quasi esclusivamente in Toscana secondo un modello estensivo che valorizza boschi, pascoli e aree marginali. Proprio questa modalità di allevamento costituisce oggi il principale elemento di fragilità. Gli animali vivono all’aperto e il contatto, anche indiretto, con i cinghiali rende molto difficile azzerare il rischio di diffusione della PSA. La malattia non è trasmissibile all’uomo, ma è altamente contagiosa e letale per suini domestici e selvatici. In presenza di un focolaio, la normativa sanitaria può imporre l’abbattimento di tutti gli animali presenti nell’allevamento.

“Siamo davanti a un pericolo reale, non più a un’ipotesi lontana”, afferma il presidente del Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP, Nicolò Savigni. “Un solo focolaio in uno degli allevamenti più importanti potrebbe compromettere irreversibilmente il patrimonio genetico della razza. Gli allevatori hanno fatto la loro parte investendo nella biosicurezza, ma fuori dai confini aziendali il rischio resta fuori dal loro controllo”.

Proprio per evitare di perdere definitivamente il patrimonio genetico della razza, il Consorzio aveva avviato già nell’agosto 2024 un progetto condiviso con istituzioni regionali e nazionali. L’obiettivo era creare una riserva genetica costituita da un piccolo nucleo di riproduttori – tra dodici e quindici scrofe e tre verri – da trasferire in un sito isolato e ad alta biosicurezza, così da garantire la sopravvivenza della razza anche in caso di emergenze sanitarie. Dal primo sopralluogo sono stati valutati diversi siti insieme ad ANAS e agli altri soggetti coinvolti. Tuttavia, a quasi due anni di distanza, il progetto è ancora fermo: non è stato individuato il sito definitivo, non si è conclusa l’istruttoria sanitaria e il nucleo di salvaguardia non è mai stato costituito. “Dal 2024 chiediamo alle istituzioni di costituire questo nucleo di riproduttori”, ribadisce Savigni. “Il tempo delle valutazioni e dei rinvii è terminato. Oggi possiamo ancora salvare la Cinta Senese. Domani potrebbe essere troppo tardi.” L’allarme lanciato dal Consorzio è stato raccolto da un ampio fronte composto da Slow Food Italia, FederBio, Legambiente, AssoBio, AIAB, Veterinari Senza Frontiere, ARI, RARE, ONAS, UCI, insieme ad altre organizzazioni del settore biologico e dei Presìdi Slow Food.

Le quindici organizzazioni hanno inviato una lettera al Commissario straordinario alla PSA, Giovanni Filippini, chiedendo un incontro urgente per rivedere l’attuale strategia di contrasto alla malattia. Secondo i firmatari, l’impatto delle misure adottate negli ultimi anni ha assunto “proporzioni devastanti” soprattutto per gli allevamenti estensivi e familiari, che rappresentano la struttura portante della suinicoltura italiana. Un dato riportato nella lettera fotografa bene la situazione: l’83% degli allevamenti suinicoli italiani conta meno di cinquanta capi. Realtà molto diverse dai grandi allevamenti intensivi, ma che oggi vengono sottoposte a regole sostanzialmente identiche. Le organizzazioni denunciano i ritardi nell’erogazione degli indennizzi agli allevatori colpiti. Secondo i firmatari, molti ristori diretti non sono ancora stati liquidati, mentre quelli relativi ai danni indiretti risultano sostanzialmente fermi al 2024. Per aziende familiari che vivono quasi esclusivamente dell’allevamento della Cinta Senese o di altre razze autoctone, questa situazione rischia di tradursi nella chiusura definitiva dell’attività. I numeri della Cinta Senese raccontano una realtà produttiva limitata nelle dimensioni, ma di grande valore economico e territoriale.

Alla fine del 2025 la filiera contava 79 allevatori, 6 macelli e 18 imprese di trasformazione. Nello stesso anno sono stati certificati 3.135 capi macellati, pari a oltre 617 tonnellate di mezzene, per un valore economico stimato in 5,5 milioni di euro.

L’AGRICOLTURA BIOLOGICA AL CENTRO DELLA RESILIENZA CLIMATICA EUROPEA. UNARGA TRA I MEDIA PARTNERS

Il 2 settembre 2026, nell’ambito del progetto OrganicClimateNET, FIRAB sarà al Parlamento Europeo a Bruxelles (e online) insieme a IFOAM Organics Europe, FiBL e Justus Liebig University Giessen per un confronto con parlamentari europei sulle politiche di interesse agricolo e climatico dal titolo: “The contribution of organic farming to climate change adaptation and resilience”.

Di fronte ai crescenti rischi climatici è urgente incentivare sistemi agricoli resilienti, diversificati e capaci di concorrere alla mitigazione della crisi climatica: il biologico si orienta in questa direzione.

Ne parleremo riportando il lavoro di ricerca in corso in OrganicClimateNET e rappresentando con testimonianze dirette di agricoltori coinvolti nel progetto le buone pratiche e le esperienze di chi affronta e gestisce la sfida climatica ogni giorno in aziende biologiche.

Quando: Mercoledì 2 settembre 2026 | Ore 14:00 – 16:00

Dove: Parlamento Europeo (Sala 4F384, Bruxelles) & Online

Info e programma completo: https://www.organicseurope.bio/events/the-contribution-of-organic-farming-to-climate-change-adaptation-and-resilience/

RIMINI, CONVEGNO EVOP. UNARGA E ARGA EMILIA ROMAGNA, MARCHE, UMBRIA E SAN MARINO TRA I MEDIA PARTNERS

PREMIO “MAESTRO DELL’ARTE DELLA CUCINA ITALIANA” . CERIMONIA A PALAZZO GHIGI A ROMA CON I VINCITORI

Si è svolta il 15 luglio 2026, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, la cerimonia di consegna del Premio “Maestro dell’Arte della Cucina Italiana”. Il riconoscimento è stato conferito, per il secondo anno, dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla presenza del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Istituito con la legge n. 59 del 19 aprile 2024, il Premio è dedicato alla valorizzazione dei Maestri dell’enogastronomia italiana e delle professionalità che custodiscono, tramandano e innovano il patrimonio dei saperi e delle tradizioni gastronomiche nazionali.

I nomi dei Maestri scelti per l’edizione 2026 rappresentano l’intera filiera agroalimentare. Per la gastronomia e la cucina il riconoscimento è stato assegnato rispettivamente a Francesco Panella ed Enrico Cerea, mentre Simone Padoan è stato premiato per l’arte della pizza. Il legame con la terra e i suoi frutti è rappresentato dai riconoscimenti conferiti a Piero Antinori per il settore vitivinicolo e ad Antonella Titone per quello olivicolo. Margherita Angela Mastromauro e Pierluigi Roscioli sono i primi insigniti delle nuove categorie dedicate rispettivamente all’arte della pasta e alla panificazione. Il quadro dei riconoscimenti si completa con il mondo della pasticceria, della gelateria e dell’arte casearia: Federica Russo riceve il premio per la pasticceria, Eugenio Morrone per la gelateria e, per l’arte casearia, Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano e di un caseificio molto importante in provincia di Parma.

“Siamo fieri di avere istituito per legge questo Premio per celebrare il nostro patrimonio e la maestria di chi ogni giorno lo rende amato e apprezzato a livello globale. I Maestri dell’Arte della Cucina Italiana sono tra i protagonisti del prestigio nazionale e la loro opera ci rende orgogliosi, perché promuovono nel mondo la nostra identità e la nostra cultura. Il Governo continuerà a lavorare, come ha fatto finora, con stanziamenti record e una strategia di sistema, per promuovere l’agroalimentare italiano e renderlo sempre più forte e dinamico”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

 “La cucina italiana è la prima al mondo, non solo nei numeri, ma perché rappresenta universalmente il paradigma di benessere, dello stare insieme, della cura per l’altro. I maestri hanno quindi una missione, avere cura di tramandare le loro arti alle future generazioni. Con questo riconoscimento lo Stato riconosce la loro dedizione, la passione con la quale sono diventati esempio per gli altri”, ha detto il Ministro Francesco Lollobrigida.

LA CALABRIA CHIEDE LAVORO VERO E GIUSTIZIA: IL CAPORALATO BRUCIA IL FUTURO AGRICOLO

di Michele Bungaro

Il 9 luglio, al Palazzo del Consiglio Regionale di Reggio Calabria, un corso di formazione per giornalisti affronta i nuovi equilibri del lavoro agricolo tra dazi, welfare, legalità e corretta terminologia. Un appuntamento che mette al centro la Calabria e la necessità di raccontare il caporalato con responsabilità e precisione.

La Calabria, terra agricola tra le più identitarie del Mezzogiorno, torna protagonista del dibattito nazionale con il corso di formazione “Dazi, tutele e welfare: i nuovi equilibri per il lavoro agricolo”, in programma giovedì 9 luglio, dalle ore 9:30 alle 13:30, nella Sala Giuditta Levato del Palazzo del Consiglio Regionale di Reggio Calabria. In una regione che conosce bene le ferite del caporalato — un fenomeno che, come un incendio improvviso, può bruciare vite, diritti e dignità — il corso nasce per offrire ai giornalisti strumenti aggiornati per raccontare il lavoro agricolo con rigore, sensibilità e responsabilità. L’iniziativa è organizzata dall’Ordine dei Giornalisti della Calabria, su proposta del Sindacato Giornalisti della Calabria, UNARGA e ARGA Calabria, con la collaborazione della Fondazione Enpaia.

La Calabria rappresenta uno dei territori agricoli più significativi del Mezzogiorno, con filiere che uniscono tradizione, qualità e biodiversità. In un contesto globale segnato da tensioni internazionali, dazi e nuovi equilibri commerciali, la sicurezza alimentare assume una dimensione geopolitica sempre più rilevante. Secondo le elaborazioni Ismea su dati Eurostat, l’agricoltura italiana genera oltre 40 miliardi di euro di valore aggiunto, collocando il Paese al secondo posto in Europa: un quadro in cui la Calabria svolge un ruolo strategico grazie alla resilienza delle sue imprese e alla capacità di innovare. La giornata offrirà una lettura completa delle trasformazioni in atto: dai diritti e doveri nel lavoro agricolo alla previdenza e alle tutele sociali, dalla sicurezza sul lavoro alle responsabilità professionali, fino al ruolo del Parlamento nell’evoluzione normativa. Un capitolo centrale sarà dedicato alla legalità, con l’intervento del Comando Carabinieri Tutela del Lavoro, impegnato nel contrasto al caporalato e nell’emersione del lavoro sommerso. La corretta terminologia giornalistica diventa così un presidio di verità, uno strumento per raccontare il fenomeno senza semplificazioni e senza retorica.

Il corso approfondirà anche il valore della filiera agroalimentare italiana e il contributo di Fondazione Enpaia, modello avanzato di welfare che sostiene competitività, legalità e sostenibilità nel settore primario. Tra i relatori, oltre ai rappresentanti istituzionali, interverranno Col. Marcello Robustelli, Comandante del Gruppo Carabinieri Tutela del Lavoro di Napoli; Massimo Fiorio, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Giuseppe Peleggi, Direzione Studi e Ricerche Enpaia; e Fabrizio Stelluto, giornalista, responsabile comunicazione ANBI e consigliere dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto, che offrirà una lettura critica del ruolo della bonifica e della gestione del territorio nella costruzione del valore agroalimentare nazionale.

Sono previsti due momenti di confronto diretto con i relatori, per approfondire casi di studio, testimonianze e scenari emergenti. Il corso è gratuito, si svolge in presenza e mette a disposizione dei partecipanti sintesi ufficiali, materiali didattici e un QR-code unico per consultare tutte le risorse in modalità paperless. L’apertura dei lavori sarà affidata ai saluti istituzionali delle autorità regionali. Interverrà il presidente del Consiglio Regionale, Salvatore Cirillo e di seguito: Giuseppe Soluri, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, Giorgio Piazza, presidente della Fondazione Enpaia, Santa Giannazzo, Sindacato Giornalisti della Calabria, e Manuela Lacaria, coordinatrice ARGA Calabria. Una cornice istituzionale che conferma l’impegno condiviso nel promuovere legalità, qualità dell’informazione e tutela del lavoro agricolo.

A POLLICA (SALERNO) IL BLUERA SUMMIT DI ACCIAROLI PROPORRA’ LA NUOVA AGENDA EUROPEA DELLA BLUE GOVERNANCE. UNARGA E ARGA CAMPANIA TRA I MEDIA PARTNERS

Vittorio Rambaldo pescatore della Menaica

di Anita Tassinato

Dal 8 al 10 luglio, Acciaroli ospiterà il BLUERA Summit, l’appuntamento promosso dal Comune di Pollica che riunirà istituzioni, mondo della ricerca, imprese, comunità della pesca e organizzazioni della società civile per discutere il futuro delle politiche del mare nel Mediterraneo.

Il BLUERA Summit rappresenta un importante momento di confronto istituzionale e di condivisione della strategia BLUERA, il programma di ricerca e sviluppo ideato e promosso dal Sindaco Stefano Pisani, che consolida un percorso di visione strategica e pragmatismo amministrativo avviato con il Masterplan Strategico del Cilento Sud e orientato alla costruzione di un modello innovativo di governance costiera fondato sulla tutela del capitale naturale, sull’innovazione, sulla ricerca, sull’educazione e sulla partecipazione attiva delle comunità.  Sviluppato in partenariato con la Regione Campania nell’ambito del Programma Nazionale FEAMPA 2021-2027, BLUERA si inserisce nel quadro delle principali strategie europee dedicate alla Blue Economy e alla rigenerazione degli ecosistemi marini, proponendo Pollica come laboratorio mediterraneo permanente per la cooperazione internazionale e la sperimentazione di nuove politiche pubbliche sul mare. Per tre giorni il Summit affronterà i temi del turismo blu, della pesca sostenibile, della biodiversità, dell’innovazione tecnologica, della pianificazione costiera e delle opportunità offerte dall’America’s Cup per lo sviluppo delle comunità costiere. Tra imedias partners anche UNARGA e ARGA Campania. Tra i pilastri del programma BLUERA c’è BLUERA Blue Schools, il percorso educativo sviluppato dal Comune di Pollica con il Future Food Institute, che al Paideia Campus ha organizzato il bootcamp internazionale SAVE THE OCEAN con giovani talenti provenienti dal mondo. A chiudere le serate dell’8 e del 9 luglio saranno due straordinari ospiti coinvolti nel programma: Alex Bellini ed Edoardo Pierantozzi, tra le voci più autorevoli del racconto contemporaneo del mare, dell’esplorazione e della sostenibilità.

Edmondo Soffritti agricoltore rigenerativo dell’azienda La Petrosa

Il programma si articolerà in tre giornate dedicate ai principali temi della Blue Economy e della governance del mare. Martedì 8 luglio, il focus sarà sul TurismoBlu, con gli interventi degli Assessori regionali Fiorella Zabatta e Vincenzo Maraio, seguiti dal confronto con Andrea Volpe, Luca Cascone, Raffaele Esposito, Francesco Morra, Mariateresa Imparato. Nel corso della serata saranno consegnate le Cinque Vele di Legambiente e Touring Club e presentata la Guida alle Destinazioni Costiere Sostenibili della Campania, mentre l’evento serale vedrà protagonista l’esploratore Alex Bellini. Mercoledì 9 luglio, la giornata dedicata a “Il Mare che Nutre il Futuro” riunirà Vincenzo Peretti, Angelo Bonanno, Gualtiero Basilone, Domenico Ciorciaro, Vito Troisi, Graziella Romito, David Laborde (FAO), Alberico Simioli, Maurizio Cinque e i rappresentanti delle marinerie campane per discutere di pesca sostenibile, biodiversità e ricerca; in serata interverrà Edoardo Pierantozzi con “Pescatori di questo Mondo”. Giovedì 10 luglio, la sessione “Mediterraneo Digitale”, aperta dall’Assessora regionale Claudia Pecoraro, vedrà gli interventi di Gerardo Iovane, Michele Scardi, Antonio Nicoletti e Gianni Quaranta sui temi dell’innovazione e delle tecnologie per il mare, seguiti da una sessione sulle strategie territoriali con Stefano Pisani, l’Assessore Regione Vincenzo Cuomo e l’Assessore all’America’s Cup del Comune di Napoli – Carlo Puca, dedicata al Masterplan Cilento Sud e alle opportunità dell’America’s Cup per lo sviluppo del Mediterraneo.

 

I PROGRAMMI DELLA COMPAGNIA DEL CIOCCOLATO PER PROMUOVERE I PRODOTTI DI ALTA QUALITA’. UNARGA E LE ARGA TRA I MEDIA PARTNERS

Consiglio nazionale di Compagnia del Cioccolato

La Compagnia del Cioccolato, fondata nel 1995, si rafforza e si conferma come l’associazione no profit del settore italiana più attiva e longeva in assoluto, il cui scopo è quello di promuovere il cioccolato di alta qualità.

Il Consiglio Nazionale di Compagnia del Cioccolato, si è riunito nel mese di giugno presso il Fondo San Fedele di Bagnarola di Budrio (BO). Erano presenti il presidente Gilberto Mora, il vicepresidente Marcello Faggella, Giulia Trestini, Stefano Bugamelli anche in rappresentanza di ARGA – UNARGA, Gianni Strovegli, Maria Ilaria Nardella e Stefano Golino. La riunione è allargata ai soci: Domenico Amorelli, Elisa Diomedi, Daniele Fajner, Maria Pracilio, Eliana Ferrari e Fabio de Vecchi. Il Consiglio ha affrontato varie questioni che riguardano argomenti legati alla didattica, agli eventi, ai viaggi e all’organizzazione interna.

Master didattici e attività formative:

sono programmati alcuni Master primo livello, a Castrovillari (CS) (in ottobre 2026), nelle Marche (14 e 15 novembre 2026), un master speciale in collaborazione con AIS Bologna (21-22 novembre 2026). I Master di secondo livello a Ferrara (gennaio-febbraio 2027) e Verona data da definire. Il consiglio indica che nel secondo livello siano presenti numerosi abbinamenti (birra, tè, caffè, formaggi, ecc.) e non solo quelli di vini e distillati.

Corso online: verrà attivato un corso online che corrisponde didatticamente alla prima giornata del master di primo livello.

Agricoltore a Cuyagua

Correzione schede di valutazione dei cioccolati: per l’intensificarsi delle attività si allarga lo staff per la correzione schede di valutazione compilate dagli allievi dei master.

Eventi: Cioccolati del Mediterraneo a Maglie (LE), 5a edizione: la manifestazione è prevista per l’ultima settimana di febbraio 2027. Questa edizione sarà incentrata sull’incontro tra 5-6 grandi cioccolatieri italiani ed europei, con un focus sulla piantagione di Carenero Superior a Caucagua (stato di Miranda) con la presenza del referente venezuelano Nixon Ramos.

Tavoletta d’Oro 2027: si avviano le consuete procedure per il Premio Tavoletta d’Oro 2027 (raccolta dei prodotti e la loro valutazione) il consiglio richiede che per maggiore visibilità all’evento si possa svolgere di nuovo la cerimonia di premiazione durante la manifestazione TASTE a Firenze (6-8 febbraio), in quanto si raccolgono più facilmente i produttori di cioccolato. Si attiveranno contatti con gli organizzatori per ottenere uno stand a nome di Compagnia del Cioccolato e il partner strategico Spaghetti & Mandolino. Questi eventi si fregiano del supporto come Media Partner di ARGA-UNARGA, l’associazione nazionale dei giornalisti dell’agroalimentare.

Viaggi nelle piantagioni: si decide di riattivare i viaggi in Venezuela nelle piantagioni di cacao con operatori locali profondamente conoscitori del territorio e della materia, e uno staff italiano di Compagnia del Cioccolato. Il viaggio, previsto nel 2027, si incentrerà sulla zona cacaotera di Ocumare della Costa (Cata, Cuyagua, Choroní, Chuao e Cepe) nello stato di Aragua, densa di eccellenze produttive. La Compagia selezionerà un operatore di settore colpito dal tragico terremoto per un sostegno sia economico che di promozione in Italia delle sue eccellenze.

Internet e Social: sarà data maggiore attenzione e più continuità alle comunicazioni di Compagnia sui social network.

Sul resto del territorio nazionale le Tavolette, sedi locali di Compagnia del Cioccolato, proseguono in piena autonomia le attività di degustazione e di promozione del cioccolato di qualità nei propri territori di competenza.

PRESENTATA LA PIU’ GRANDE EDIZIONE DI EIMA CON I GIORNALISTI DI UNARGA CHE GARANTIRANNO UNA FORTE PRESENZA DI STAMPA SPECIALIZZATA

Mariateresa Maschio e Simona Rapastella con il Presidente di Unarga Roberto Zalambani, il Presidente del Comitato scientifico Mimmo Vita e la responsabile dei rapporti internazionali nonchè consigliera di Enaj Lisa Bellocchi. Foto di Pasquale Minopoli

Le fiere e gli eventi espositivi sono uno strumento fondamentale per lo sviluppo della meccanica agricola. Lo sostiene FederUnacoma, la federazione di Confindustria che rappresenta le industrie del settore, e che ha tenuto  la propria assemblea annuale nella suggestiva cornice del Palazzo di Varignana tra le colline di Castel San Pietro Terme. Nel presentare il resoconto delle attività, il direttore generale Simona Rapastella ha sottolineato il grande impegno e le grandi aspettative per EIMA International 2026, che la Federazione dei costruttori organizza direttamente e che si terrà presso il quartiere fieristico di Bologna dal 10 al 14 novembre. “Il calendario di quest’anno – ha affermato nell’ incontro con la stampa specializzata la Presidente Mariateresa Maschio anticipa l’apertura al martedì e la chiusura al sabato in modo da supportare ancora meglio il business degli operatori economici. La fiera ottimizza le attività di marketing, seleziona le tecnologie, segnala i nuovi trend, costruisce rapporti di fiducia fra gli operatori di ogni parte del mondo  e questo è prezioso in un momento storico nel quale i protezionismi e le tensioni geopolitiche stanno frenando il settore”. “Ma soprattutto – ha aggiunto Rapastella – la rassegna dell’EIMA accorcia le distanze fra i Paesi e favorisce ogni forma di cooperazione, da quella commerciale a quella industriale e della ricerca scientifica e tecnologica”. Ad oggi sono 1.800 le industrie espositrici già confermate (più di 100 quelle ancora in lista d’attesa), che impegneranno il quartiere fieristico al massimo della capienza possibile (oltre 60 mila i modelli di macchine e tecnologie esposti). Per novembre sarà disponibile il nuovo Padiglione 35, saranno realizzati tre Padiglioni temporanei accanto a quelli permanenti, e sarà per la prima volta sfruttata la cosiddetta Area Maserati, una superficie che espande definitivamente il perimetro del quartiere fieristico e che verrà allestita con nuove strutture (Padiglioni 11 e 12) e supporti logistici di alta qualità. Potenziati il sistema dei servizi all’interno della fiera e i collegamenti con aeroporto, stazione e quartieri della città, per accogliere un pubblico che nell’edizione scorsa (novembre 2024) ha raggiunto la quota record di 350 mila presenze. Sono attesi visitatori da 150 Paesi, mentre sono confermate le delegazioni ufficiali ICE da 90 Paesi, oltre a quelle di parlamentari italiani ed europei; nell’area denominata Extend saranno inoltre ospitati istituzioni governative e rappresentanti della filiera agroalimentare.

“Quest’anno la fiera avrà un impatto estetico ancora migliore – ha aggiunto Rapastella – vista la qualità dei progetti di allestimento che le industrie espositrici stanno inviando al nostro staff organizzativo”. Per la prima volta, infatti, si terrà un concorso, realizzato in collaborazione con l’associazione  dei  designer  ADI,  che si aggiunge  ai due contest che già caratterizzano la rassegna bolognese e che premia i migliori allestimenti, quelli più efficaci nel presentare le innovazioni e i prodotti dell’agromeccanica, e nel raccontare la storia e le qualità dei brand del settore. “Ad EIMA International – ha sottolineato Rapastella – si finalizza molto del lavoro che la Federazione realizza sistematicamente in tema di internazionalizzazione delle imprese (decine le missioni e le fiere collettive realizzate in ogni regione del mondo), in tema di normative e di sviluppo tecnologico. Attesa per le novità del settore del digitale e della robotica che ad EIMA avranno una particolare visibilità”.  

Durante l’Assemblea, sul tema dei nuovi equilibri del mondo tra economia e politica, sono intervenuti tra gli altri il direttore di Domino Dario Fabbri, il vice direttore del Corriere della Sera Federico Fubini e il vice direttore di Sky TG 24 Alessandro Marenzi.